INDONESIA - SULAWESI - Contrada34
Rivenditori expo 2015 Brescia

INDONESIA – SULAWESI

La terra dei Toraja

Esperienza scritta da: Pieranna

Sulawesi è una delle isole più grandi dell'arcipelago indonesiano, dalla forma particolare e presenta un paesaggio naturale ed etnico multiforme: risaie e terrazza, foreste tropicali, montagne scoscese, laghi ma anche un miscuglio di razze e tradizioni. Il gruppo etnico più affascinante è senza dubbio quello dei Toraja, le cui strabilianti usanze funebri lasciano a bocca aperta turisti di tutto il mondo.

Il viaggio in quest’ Isola Indonesiana è incentrato sui villaggi tradizionali del popolo Toraja, la loro religione e i loro riti funebri.

I Toraja, il cui nome significa “gente dell’altopiano”, sono circa mezzo milione e vivono nell’ interno montuoso di Sulawesi in una zona aspra e scoscesa, piena di rocce e profonde vallate, coltivate dove è possibile, con splendide risaie a terrazza prive di irrigazione artificiale. Nella cultura Toraja, il rito funebre viene realizzato per assicurare che l’anima del defunto raggiunga la terra di Puya (aldilà), situata secondo il culto (animismo), da qualche parte negli altipiani. Una volta che l’anima raggiunge la meta, essa potrà continuare a svolgere una vita normale, avvalendosi dei beni di ogni tipo come denaro, riso, frutta e armi che verranno offerti durante il funerale, oppure potrà scegliere di continuare il viaggio nel mondo superiore dove diventerà divinità. Le anime che purtroppo non riescono a raggiungere la meta, diventeranno spiriti cattivi che minacceranno gli abitanti del mondo terrestre, e questo capita quando la famiglia non puo’ permettersi una degna sepoltura. Quando un Toraja muore, i famigliari del defunto sono tenuti per molti giorni a tenere una serie di cerimonie funebri, che però non avvengono subito dopo la morte, poichè nella maggior parte dei casi mancano spesso i fondi necessari per coprire le spese funerarie. Durante questo tempo di attesa il defunto non è sepolto, ma bensì imbalsamato e, considerato ancora presente a tutti gli effetti e rimane dentro la casa natale con la sua famiglia: fino a quando non sono state completate le cerimonie funebri, la persona non è considerata morta, ma addormentata.

Una volta che sono stati raccolti fondi sufficienti, le cerimonie possono cominciare. C’è da dire che il “grande funerale” non serve solo ai morti come aiuto per l’aldilà, ma anche ai “vivi” come occasione per regolarizzare incontri di affari, scambi sociali, fidanzamenti e addirittura matrimoni. Per iniziare, prima di tutto vi è la deposizione del corpo su una superficie circondata da spalti appositamente costruiti per ospitare i parenti e gli abitanti del villaggio, di seguito viene eseguito il sacrificio degli animali (macellazione di bufali e maiali) in onore del viaggio del “morente” verso il nuovo mondo, accompagnati da balli e musica. Dopo il sacrificio, la carne viene distribuita agli ospiti funebri.

Quando i funerali si sono compiuti, arriva la sepoltura vera e propria: i corpi vengono sia posti in grotte scavate nel fianco roccioso di una montagna oppure in bare di legno che rimangono appese su una scogliera. Un effigie-legno intagliato, chiamato Tau tau, è una “statuetta” scolpita in legno che rappresenta il defunto, e viene posta sul balcone ai piedi della rupe con le braccia tese verso i visitatori in atteggiamento di supplica. Il Tau tau, è vestito con i panni del defunto stesso ed è l’espressione materiale più evidente del culto Toraj; ogni tanto queste “statuette” vengono tolte dalle loro sedi per il restauro, il legno viene ridipinto e gli abiti sostituiti, tutto questo in una cerimonia denominata “tomina”. I bambini, invece, vengono sepolti all’interno della cavità di alberi viventi, mentre i “bambini senza denti” vengono avvolti in un panno e collocati all’interno di uno spazio scavato all’interno del tronco di un albero che cresce, questo perchè sono considerati ancora puri e quindi proprietà della natura.

Ma i rituali non finiscono qui… Ogni pochi anni, nel mese di agosto, si svolge la cerimonia chiamata Ma’ Nene, durante la quale i cadaveri dei defunti vengono riesumati: i corpi mummificati vengono lavati, pettinati e vestiti in abiti nuovi dai familiari; nel caso fossero rimaste soltanto le ossa, invece, queste vengono comunque lavate e avvolte in stoffe pregiate. Dopo ciò, i morti vengono fatti “camminare”, tenendoli ritti, e portati in giro per il villaggio: la gente li ammira, li tocca, e si scatta delle fotografie insieme a loro, il Ma’Nene è il segno dell’amore dei parenti per il morto… e alla fine di questa “processione d’onore” la salma viene seppellita per la seconda volta, nel suo luogo di ultimo riposo.

 

 

 

 

  • Ideale per: Appassionati di fotografia,Coppie,gruppi di amici,single
  • Periodo: Agosto,aprile,Giugno,Luglio,Maggio,marzo,ottobre,Settembre
  • Fascia di prezzo: 1000/1500 €
  • Voto Vacanza:
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